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Il CV, una questione di ossatura

O come orientare l'attenzione del proprio datore di lavoro

un datore di lavoro dedica in media 30 secondi per dare una prima occhiata a un CV. un lasso di tempo molto breve, che gli permette però di farsi un'idea decisiva sul candidato. Facciamo un passo indietro su qualche consiglio per superare questo primo scoglio.

per attirare l'attenzione, un CV deve innanzitutto rispettare qualche regola di base. La prima: più è corto meglio è! Oltre due pagine si rischia di diluire gli argomenti migliori in un mare di informazioni superflue. per i giovani diplomati con poca esperienza, è raccomandato di limitarsi a una sola pagina. Tale esercizio sollecita la propria capacità di sintesi per riuscire a cogliere l'essenziale.

Seconda regola: cura la presentazione! un testo giustificato, ben spaziato e un piccolo tocco personale (colore o altro) sono d'obbligo. È comunque inutile cercare di creare un'opera d'arte. Gli errori di ortografia sono ovviamente fuori discussione.

Infine, sii coerente! bisogna scegliere una cronologia - standard o anticronologica - e rispettarla. Non sono ammessi sbalzi tenporaliall'indietro, né intrecci fra le varie tappe. E se un'attività è ancora in corso è meglio indicare, ad esempio, "2004- ad oggi", piuttosto che lasciare un punto di interrogazione o uno spazio vuoto. Ogni fonte di confusione potrebbe far scivolare il tuo CV fra quelli « scartati ».

La struttura, chiave di volta

Se alcune informazioni sono facoltative, come la foto o il grado militare, altre si rivelano invece indispensabili. Il CV deve assolutamente contenere:

  • il nome e il cognome, anche se tali informazioni compaiono già sulla lettera di motivazione che precede il CV;
  • le coordinate complete, precise e leggibili. L'indirizzo e-mail deve imperativamente essere sobrio e professionale - idealmente, deve essere composto dal tuo nome e cognome. Ogni storpiatura fantasista è bandita;
  • la situazione familiare e l'età. Nascondere tali informazioni potrebbe provocare la sfiducia del datore di lavoro. Alcuni preferiscono che venga indicata l'età invece della data di nascita, per risparmiarsi il calcolo;
  • le informazioni legate alla tua formazione. Se stai muovendo i primi passi nella vita attiva, questa rubrica deve apparire prima di quella dedicata alle tue esperienze personali. Sono da menzionare il titolo preciso del diploma, il nome della scuola, la data di ottenimento e le eventuali menzioni correlate;
  • le esperienze professionali. Tale rubrica va riservata agli stage o impieghi part-time svolti a margine degli studi. Devi valorizzare le competenze acquisite in funzione del tuo obiettivo professionale. I lavoretti possono eventualmente essere inseriti in una rubrica secondaria, quale « Altre esperienze professionali»;
  • gli hobby. Indicarli permette ai giovani diplomati di fornire indizi sulla loro personalità e differenziarsi dagli altri candidati. bisogna evitare le banalità e mettere l'accento su eventuali impegni culturali, associativi oppure sportivi, in grado di evidenziare competenze trasversali pertinenti;
  • le lingue padroneggiate devono avere un buon posto sul CV. bisogna precisare il livello parlato e quello scritto, e menzionare gli eventuali certificati o soggiorni linguistici;
  • le competenze informatiche devono anche essere menzionate. Anche se sei a tuo agio soltanto con i software più comuni, il computer appare oggi come uno strumento indispensabile nel mondo del lavoro.

Voilà! Non ti resta altro che riprendere il tuo CV e applicare queste poche regole e addio cestino!


Quid per i più furbi

una formazione abbandonata dopo tre mesi, un anno sabbatico, un congedo maternità prolungato, una lunga malattia? Niente panico! Ti basterà presentare le sinuosità del tuo percorso sotto una luce positiva. In tal modo, un anno sabbatico potrebbe rappresentare l'opportunità per imparare una lingua, scoprire una nuova cultura oppure dedicarsi a un hobby pertinente. Lo scopo è abbellire il proprio percorso, senza tuttavia scivolare nelle bugie. Il datore di lavoro scoprirà sicuramente l'inganno durante un eventuale successivo colloquio di assunzione.

 
 
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