un datore di lavoro dedica in media 30 secondi per dare una prima occhiata a un CV. un lasso di tempo molto breve, che gli permette però di farsi un'idea decisiva sul candidato. Facciamo un passo indietro su qualche consiglio per superare questo primo scoglio.
per attirare l'attenzione, un CV deve innanzitutto rispettare qualche regola di base. La prima: più è corto meglio è! Oltre due pagine si rischia di diluire gli argomenti migliori in un mare di informazioni superflue. per i giovani diplomati con poca esperienza, è raccomandato di limitarsi a una sola pagina. Tale esercizio sollecita la propria capacità di sintesi per riuscire a cogliere l'essenziale.
Seconda regola: cura la presentazione! un testo giustificato, ben spaziato e un piccolo tocco personale (colore o altro) sono d'obbligo. È comunque inutile cercare di creare un'opera d'arte. Gli errori di ortografia sono ovviamente fuori discussione.
Infine, sii coerente! bisogna scegliere una cronologia - standard o anticronologica - e rispettarla. Non sono ammessi sbalzi tenporaliall'indietro, né intrecci fra le varie tappe. E se un'attività è ancora in corso è meglio indicare, ad esempio, "2004- ad oggi", piuttosto che lasciare un punto di interrogazione o uno spazio vuoto. Ogni fonte di confusione potrebbe far scivolare il tuo CV fra quelli « scartati ».
Se alcune informazioni sono facoltative, come la foto o il grado militare, altre si rivelano invece indispensabili. Il CV deve assolutamente contenere:
Voilà! Non ti resta altro che riprendere il tuo CV e applicare queste poche regole e addio cestino!
una formazione abbandonata dopo tre mesi, un anno sabbatico, un congedo maternità prolungato, una lunga malattia? Niente panico! Ti basterà presentare le sinuosità del tuo percorso sotto una luce positiva. In tal modo, un anno sabbatico potrebbe rappresentare l'opportunità per imparare una lingua, scoprire una nuova cultura oppure dedicarsi a un hobby pertinente. Lo scopo è abbellire il proprio percorso, senza tuttavia scivolare nelle bugie. Il datore di lavoro scoprirà sicuramente l'inganno durante un eventuale successivo colloquio di assunzione.