
Durante un colloquio di assunzione, sia l'azienda che il candidato dovrebbero potersi fare un'immagine del proprio interlocutore. Per farlo, è importante considerare questo incontro non come un'arringa unilaterale, ma come un dialogo. Questo significa che devi alimentare lo scambio facendo le domande giuste.
Un candidato che si informa non passa mai per ignorante. Le tue domande testimoniano, al contrario, un interesse sincero. Questa forma di iniziativa conferma al datore che hai già riflettuto sul tuo futuro lavoro e gli darai un indizio sulla tua motivazione e le tue pretese.
Per rendere il tuo interesse ancora più palpabile, informati sul capitolato d'oneri, sui tuoi futuri colleghi di lavoro e sui tuoi superiori o ancora sulle possibilità di promozione. Questo potrebbe influire positivamente sul giudizio del reclutatore. E durante il colloquio, nota scrupolosamente i punti sui quali ti piacerebbe ritornare alla fine, soprattutto se sussistono incertezze.
Non esitare ad informarti sull'organigramma generale dell'azienda, come il numero di dipendenti e i rapporti gerarchici. Lavorerai da solo o in squadra? Chi sarà il tuo superiore? Chi starà sotto di te? Avrai colloqui di valutazione e obiettivi fissi da raggiungere ogni anno? Come regoli i disaccordi? Tutti questi aspetti meritano di essere chiarificati prima della tua assunzione poiché faranno parte del tuo quotidiano professionale. Per farti un'idea più concreta, puoi chiedere di mostrarti il luogo di lavoro.
Conoscere la durata media dei rapporti di lavoro tra il datore e i suoi collaboratori può anche essere un indizio prezioso. Bisogna anche menzionare il successo dell'azienda e i cambiamenti che potrebbero potenzialmente avvenire in seno a essa in un futuro più o meno prossimo. Inoltre, è preferibile sapere perché un posto è stato messo a concorso, chi era il predecessore e quali sono le attese e le capacità richieste. In fin dei conti, queste informazioni sono essenziali per individuare la sfida che stai per affrontare.
In definitiva, le domande che farai al reclutatore devono permetterti di valutare a cosa assomiglierà la tua giornata di lavoro ordinaria.
In qualità di giovane dipendente, aspiri ad avanzare nella gerarchia. Per interrogare il reclutatore in maniera elegante, puoi per esempio formulare la tua domanda in questo modo: «Come stima il mio potenziale di sviluppo in seno all'azienda?» o ancora «Esistono possibilità di seguire corsi professionali?».
È giusto sapere che alcuni punti restano comunque sensibili. Le domande legate allo stipendio, ai giorni di vacanze o ancora alle garanzie del posto, possono essere soggette a pregiudizi se non sono poste al momento opportuno. Non bisogna dare l'impressione che il tuo interesse per il posto sia dato solamente da motivazioni pecuniarie.
Alla fine del colloquio, precisa al reclutatore che non hai più domande. Infine, per avere successo, riassumi le esigenze più importanti sottolineando che le soddisfi appieno.