
Ciao,
Già nell'ottobre 2008, il nostro editoriale dipingeva in grigio la situazione economica e le ripercussioni sulle prospettive generali in merito al tasso d'assunzione. In meno di 5 mesi, abbiamo potuto constatare, impotenti, l'accelerazione di questa spirale negativa e la formazione di una vera e propria cappa opprimente sul morale di ognuno di noi.
Situazione inevitabile?
Soluzioni inesistenti?
Misure insufficienti?
Alle domande che si accumulano susseguono dei lunghi silenzi. Furbo sarà colui che potrà prevedere l'epilogo.
Tuttavia si deve reagire a questi nuovi paradigmi, specialmente quando si deve pensare di trovare uno stage o il proprio primo impiego. Da qualche mese, numerose società hanno ridotto il reclutamento di nuovi individui e altre l'hanno addirittura sospeso. Di fronte a delle possibilità sempre più ridotte di trovare un impiego il più confacente possibile, ci si deve armare di pazienza ed optare per delle alternative:
- non fermarsi al bachelor e proseguire con un master
- iniziare una formazione complementare o post-grado
- perfezionare le proprie conoscenze linguistiche tramite soggiorni all'estero
- approfi ttare di un programma di disoccupazione
La brutalità della crisi finanziaria e le sue conseguenze sul tasso di assunzione dei giovani diplomati devono ugualmente permettere la costituzione di nuovi business model. Infatti, il proverbio non dice che quando siamo ai piedi del muro questi si vede meglio?
Osiamo innovarci, osiamo inventare, osiamo prendere dei rischi! L'entrepreneurship rappresenta ugualmente un'opzione che non si deve dimenticare. Quando un'economia va al rallentatore, l'opportunità di realizzare delle nuove iniziative non appare come un atto disperato, ma come la volontà di trovare delle soluzioni per uscire dall'oscurità.
If you don't risk anything, you risk even more. (Erica Jong)
Da meditare.