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Sapersi vendere per un lavoro

I dieci comandamenti

Il colloquio per un'assunzione, momento fatidico e incontro terrificante per la maggior parte dei candidati. Se alcuni lo considerano come una discussione (o meglio) un interrogatorio, il sistema americano propone piuttosto di vederlo come uno scambio commerciale dove ciò che si deve vendere sei tu e l'acquirente che bisogna convincere è il reclutatore che ti trovi di fronte. Questo metodo offensivo non si improvvisa. Niels H. Nielsen, fondatore di una ditta specializzata nelle consultazioni in risorse umane, ne offre i principi fondamentali.

1. Ti preparerai all'intervista
Inutile arrivare al tuo colloquio d'assunzione con le mani in tasca, altrimenti annullalo direttamente e approfittane per dormire. Un colloquio si prepara, per esempio cercando in rete le informazioni sul tuo futuro datore di lavoro. Questa ricerca consente anche di determinare quali tratti della tua personalità corrisponderebbero al posto meglio che seguendo quelli indicati sull'annuncio letto. Il colloquio deve essere organizzato minuziosamente. Sicuro di te e mostrandoti interessato, avrai tutte le opportunità dalla tua parte.

2. Ti informerai sul reclutatore
Mettiti nei panni del reclutatore. Assumendoti prende un rischio: se si sbaglia, nel caso migliore avrà perso un po' di tempo per reclutarti, nel caso peggiore il suo errore getterà le cifre della ditta in rosso. Allora sii positivo e mostragli che assumendoti fa la scelta giusta!

3. Farai domande
È uno dei principi chiave di tutta la comunicazione orale, come studente universitario lo sai. Piuttosto che aspettare che ti siano poste delle domande alle quali non sei sicuro di saper rispondere, fai in modo che il tuo interlocutore ti faccia quelle che tu vorresti. Ora che conosci bene la ditta (primo comandamento) sei in grado di vedere i suoi problemi. Il datore di lavoro ti chiederà allora come penserai di risolverli, cosa che tu hai naturalmente previsto e mostri quindi di essere indispensabile, ancora una volta!

4. Motiverai il tuo «self»
Essere positivo e pensare positivo non signifi ca essere ingenui, è garantire il successo. Tu sei la persona ideale per questo posto, lo dimostri e non esiti. Questo atteggiamento susciterà l'interesse del reclutatore. Non essere supplicante, mostra il tuo interesse senza esagerare. In ogni caso, siccome sei il migliore, se non ti vogliono qui, sarà qualcun'altro ad approfi ttàre delle tue capacità. Attenzione comunque, questi consigli sono più adatti ai costumi americani. La tradizione europea preferisce spesso candidati più modesti. Sta a te valutare lo stile del tuo reclutatore e adattare di conseguenza il tuo comportamento (vedi secondo comandamento).

5. deciderai la conclusione

Quando si deve concludere? Alla fine? Sì, ma quando è la fine? Ebbene è quando lo decidi tu ! Concludere non signifi ca alzarsi e partire correndo, è imporre con eleganza la fi ne scelta. Se per esempio apprendi che la ditta nella quale ti presenti ha un problema (vedi terzo comandamento), descrivi come lo risolveresti e terminata questa fase aggiungi: «Vi aiuterebbe?». Solitamente dovresti sentire il «Sì» del reclutatore che sa sempre ascoltare. L'arte di concludere è anche l'arte di essere succinti. Inutile formulare frasi per allungare, un discorso breve e conciso vale spesso più di lunghe tiritere.

6. Tenterai queste conclusioni
Serie di piccole frasi «conclusive» degne di un prontuario di management. Quelli che hanno già avuto la «fortuna» di fare del marketing telefonico riconosceranno alcune tecniche tipiche di questa attività!

La scelta forzata

Tipica al momento di un incontro. Piuttosto che chiedere all'interlocutore quando ti potrà ricevere, proponi diverse date. Esempio: «Giovedì 29 o venerdì andrebbe bene per un incontro?».

La concorrenza

Quando spieghi come risolveresti un problema nella ditta, cita (se è il caso) il nome di un altro datore di lavoro per il quale l'hai fatto. Questa tecnica dà peso e credibilità alla tua posizione. Gli stage, i seminari o altre esperienze sono a tua disposizione se inizi la tua carriera.

La forma «noi»

Non è la ditta del reclutatore è la vostra! Non si tratta di «voi» e «io», ma di «noi». Utilizzare il «noi» avvicina e ti integra già nel team, almeno in modo fittizio.

7. Aggirerai le obiezioni
«È troppo qualifi cato»! Una risposta assassina che, spesso, nasconde la paura del reclutatore di doverti licenziare un giorno. Come aggirare tale affermazione? «Ha l'impressione che sia troppo qualificato? È possibile! Comunque è un vantaggio: sarei operativo più velocemente, soprattutto per risolvere il problema di cui abbiamo parlato prima (vedi secondo comandamento) ». Aggirare le obiezioni è una vera scienza, o arte. Preparati immaginando le obiezioni che il datore di lavoro potrebbe presentarti e rifl etti alle risposte che potrai dargli. Se è il caso chiedi consiglio a chi ti sta vicino, solo per immaginare le risposte del reclutatore e le tue.

8. sintetizzerai il tuo discorso, cercherai il lavoro
Un discorso dinamico, non è una dissertazione orale interminabile. Riassumere all'essenziale le proprie frasi è possibile preparando in anticipo la presentazione, rifl ettendo su delle frasi «slogan» che resteranno impresse nello spirito del reclutatore e faranno di te il candidato indiscusso per il posto cercato. Un po' di umorismo è altresì benvenuto ma non esagerare. In fi ne non dimenticare mai che tu sei lì per ottenere un lavoro, questo ti permetterà di ricentrare sempre il tuo discorso e di adattare il suo contenuto.

9. Concluderai correttamente il colloquio
Riassumere brevemente i tuoi punti di forza alla fi ne del colloquio aiuterà il reclutatore. Non dimenticare mai di ringraziare alla fi ne dell'incontro.

10. Relativizzerai questi consigli
La combinazione per il colloquio, come per Euro Millions, purtroppo non esiste. Il miglior consiglio che si può dare ai candidati è di essere «se stessi». Inutile fare lo spavaldo se sei timido di natura. Comunque una buona preparazione resta «l'arma letale» per ottenere un lavoro.

 
 
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