
Di ritorno alla realtà elvetica, dopo uno o più stages e volontariati nel settore umanitario, all'estero o in Svizzera, eccoti alle prese con la redazione del tuo curriculum vitae, il quale dovrebbe aprirti le porte per dei lavori appassionanti. ma come far risaltare positivamente l'esperienza vissuta all'estero e le competenze acquisite? Qualche consiglio per rendere il lavoro umanitario un capitale professionale che balza agli occhi.
Non esistono miracoli, il tuo CV dovrà assolutamente essere conforme alle tre Regole d'Oro: chiaro, sintetico, appetitoso (CSA). Per far ciò, non basta scrivere semplicemente «Lavoro umanitario nel Mali». Affi nché il datore di lavoro abbia un'idea di cosa questo lavoro rappresenti, occorre lavorare sotto tre angoli.
Devi descrivere la natura del lavoro svolto, nel modo più preciso possibile. Se hai svolto più compiti, selezionane quattro, a dipendenza del datore di lavoro a cui ti rivolgi. Ad esempio: hai lavorato nel dipartimento delle relazioni pubbliche dell'ONu in senegal. se redigi un CV all'attenzione di un giornale, metti in evidenza ilati che concernono i rapporti e la comunicazione. Se invece scrivi per Amnesty, metti l'accento sul fatto che sei stato costantemente informato, che hai lavorato con diversi dipartimenti e che hai incontrato la gente del posto. utilizza soltanto dei sostantivi per la descrizione («redazione» al posto di «ho redatto»), in modo che la lista si accorci. Ricorda di essere sintetico: inutile dilungarsi.
Vale a dire in che tipo di struttura, con chi e per chi hai lavorato. Questo mostrerà al tuo futuro datore di lavoro che sei capace di adattarti a contesti differenti fra loro e di collaborare con colleghi di origini diverse, il che é fondamentale al giorno d'oggi. se hai lavorato con degli autoctoni, puoi evidenziare il fatto che hai imparato a conoscere un'altra cultura; mentre con degli internazionali (occidentali provenienti da vari paesi), che gestisci le relazioni con colleghi con orizzonti differenti.
Ossia le competenze professionali, ma anche le qualità personali che hai sviluppato. È un punto molto importante, poiché i datori di lavoro non assumono limitandosi ai diplomi e alle capacità, ma danno molta importanza alla personalità, all'entusiasmo, alla flessibilità. In questo senso (e non solo) un'esperienza umanitaria vale oro!
Evita le espressioni che potrebbero indurre a pensare che il lavoro che hai svolto non fosse molto importante. tutto ciò che non «suona» professionale uccide!
Utilizza dunque dei termini tecnici, o perlomeno valorizzanti per qualifi care i compiti che ti sono stati attribuiti. Lo scopo non é quello di mentire, ma di stimare il valore del tuo lavoro. Non dimenticare che il tuo CV é come un biglietto da visita : deve dare voglia di richiamarti per invitarti a cena! Inoltre, sii cosciente del fatto che la tua esperienza ti rende unico, qualcuno di speciale, che ha qualcosa da offrire al datore di lavoro. dirlo è anche ammetterlo!