consigli > rivista 001

Cv senza per forza mentire?

«Gli ideatori dei curriculum vitae sono tutti bugiardi?»

Il carattere «Comic Sans» non è il più adatto per un curriculum vitae, come non lo sono le foto di famiglia o troppi errori ortografici, che non attirano sicuramente l'attenzione di un potenziale datore di lavoro.Contrariamente, l'originalità nel redigere il CV è sicuramente un punto positivo. Chiunque scriva il suo CV dovrebbe rimanere fedele alla verità, poiché tutte le informazioni date possono in ogni momento essere controllate. Tuttavia, alla fine si arriva ad un punto nel quale ci si deve presentare realmente, affermandosi, cercando di vendersi nel miglior modo possibile su qualche pagina. Ma non si tratta di un solo unico sforzo, che inizia quando ti siedi davanti al computer, domandandoti come potrai presentarti al fine di stuzzicare l'interesse e la curiosità del potenziale datore di lavoro. No, all'epoca della riforma di Bologna, o l'ECTS (European Credit Trad System) che ha già intaccato le zone innocenti del nostro cervello («Perché ancora mangiare, se non si acquisiscono crediti?»- un saluto alla carta cumulus e ai Weight Watchers); il CV fa ormai parte della nostra quotidianità, sembra essere diventato una copia della vita privata e pubblica di chiunque.

Non lo dico in tono amaro, melanconico- nostalgico (come potrei, non sono che un bambino della riforma di Bologna, che non conosce null'altro e si meraviglia che «all'epoca» si assisteva regolarmente a dei corsi magistrali senza dover sostenere degli esami). Così il curriculum vitae diventa una «prova di performance» della tua esistenza, poiché chiunque è dell'idea che possa fornirci preziosi chiarimenti sulla tua vita.

Quando ci viene offerto un lavoro di volontariato, prima di accettare qualunque sia la proposta, riflettiamo al modo più chic per formulare questa attività sul nostro CV. Dato che la sezione delle risorse umane della banca mostrerà poco interesse sul fatto che hai aiutato un'anziana signora ad attraversare la strada, la coppia d'aggettivi «servizievole e disponibile» sarà la più adatta al caso. Certamente chi non si sente tormentato dallo sguardo della persona seduta in faccia sul bus e avvia una breve discussione sul ritardo dei treni o sul tempo che fa, può sicuramente qualificarsi «comunicativo». Tuttavia una descrizione dettagliata dà spesso e volentieri un'immagine patetica e narcisista.

Grazie all'aiuto delle attività svolte in passato, evidenzierai non solo il percorso della tua formazione e le esperienze acquisite, ma soprattutto le tue qualità. Se ci s'informasse presso un datore di lavoro o un consigliere professionale, entrambi sarebbero dell'idea che non ha senso esagerare nello scrivere un curriculum, elencando in maniera iperbolica le proprie qualità; ma neanche sminuire e sottovalutare le proprie capacità, indicando solamente la metà delle attività svolte. L'Aurea Mediocritas d'Orazio («lo stato d'indecisione») è diventata da molto tempo realtà lapalissiana che non ha bisogno né di consigli professionali, né di un prete zen per essere enunciata. La sua messa in pratica è contrariamente qualcosa di diverso; questa posizione intermedia (tra l'insignificante e l'esagerazione) è un compito che da spiegare non mi può essere affidato che quando sarò più o meno competente nel settore.

Possiamo notare che non è molto appropriato esagerare le tue competenze e ritornare continuamente su un tema, come sto facendo ora cercando di giustificarmi in quanto autore dell'articolo.

Per ritornare al problema principale, bisogna notare che le esagerazioni, come quelle formulate prima ? evidentemente a scopo didattico, per fornire degli esempi ? in tutta la loro precisione e incomprensione non hanno spazio in un curriculum vitae. Pertanto, la precisione non è vista solamente come un inconveniente; può essere infatti utile aggiungere una spiegazione, una frase dedicata completamente ad un'attività oppure una nota. Così facendo, il chiarimento dovrebbe valorizzare la vostra candidatura.

La questione di sapere se presentare un'attività in un modo più ufficiale di quello che è veramente, è piuttosto inutile, e lasciata alla coscienza morale che riposa dentro di noi.

Ad ogni modo è primordiale che in ciascuno dei CV siano enunciate apertamente le tue capacità, ma che non diventi un registro meticoloso della tua esistenza. Potrebbe benissimo accadere che si scrivano due curriculum leggermente diversi per due posti di lavoro differenti, i quali non dovranno però differire per dei complementi o delle omissioni d'attività o di capacità speciali e non daranno in nessun modo essere abbelliti da ingredienti poetici e visioni illusorie.

Nonostante io abbia scritto un testo sull' «arte di scrivere un curriculum», questo non mi permette di avere una qualifica di consigliere professionale. Tuttavia, la menzione «pubblicazione di un articolo sulla ricerca di un impiego» nella rivista Etumag, potrebbe dare un vago e verosimile «sebbene distanziandosi dalla realtà» (per non dire il falso) indizio sulle mie competenze, anche se la designazione «in quanto tale» non ha nulla di fasullo.

 

 
 
powered by [kesako]